95) La verità nascosta nell'immagine tridimensionale della Sacra Sindone.


 

        Come è noto, alcuni ricercatori avevano già da tempo scoperto che l’immagine impressa sulla Sacra Sindone presentava una particolarissima qualità: quella della sua tridimensionalità.

        La suddetta scoperta particolarità consisteva nel fatto che ogni punto costituente l’immagine aveva una diversa intensità di colorazione che corrispondeva alla distanza intercorrente tra il telo sindonico ed il corpo ivi raffigurato, nel senso che l’intensità della colorazione aumentava con la riduzione della distanza tra il telo ed il corpo fino a raggiungere il valore massimo nei punti di aderenza (e, quindi, di assenza di distanza) tra il telo ed il corpo.

        Usufruendo di tale particolarità, dopo anni di paziente studio e minuziosa ricostruzione, sulla base delle diverse intensità di colorazione dei singoli punti costituenti l’immagine, è stato possibile produrre un calco e, quindi, una statua che corrispondesse, con indiscutibile attendibilità, al corpo raffigurato nell’immagine sindonica.

        Va premesso che tutti gli scienziati che hanno studiato la suddetta particolarità, pur non riuscendo a capire come un tale effetto si fosse verificato (nessuna fotografia tra le centinaia eseguite ha mai messo in evidenza un simile inspiegabile risultato), in presenza, comunque, di un fatto non contestabile non potevano fare altro che prendere atto della particolarità in questione astenendosi da ogni pur necessaria indagine sulle modalità della sua formazione che, tuttora, resta inspiegabile.

       Va, inoltre, aggiunto che, concordemente, tutti i suddetti scienziati hanno, comunque, ipotizzato che il telo sindonico sul quale venne poggiato nel sepolcro il corpo di Gesù fosse stato solo adagiato, nella parte frontale, sul suo corpo, in posizione abbastanza distesa: ciò contraddice, però, con quanto risulta dai Vangeli, secondo i quali, il lenzuolo sindonico “avvolse” il suo corpo che venne ricoperto dalle “fasce” che, di conseguenza, lo tenevano ben stretto con notevole presumibile aderenza al suo corpo, ivi comprese le sue parti laterali che, invece, risultano assenti nell’immagine impressa sul sacro telo.

       Una simile ricostruzione appare, però, davvero incongruente per le seguenti ulteriori argomentazioni, avendo presente sotto gli occhi, per una loro migliore comprensione, il profilo emergente dalla statua in lattice raffigurante, appunto, il risultato della suddetta ricostruzione, esposta, pochi mesi fa in una chiesa di Chioggia facilmente reperibile in internet.

        Come precedentemente esposto, il massimo della colorazione dell’immagine, come correttamente ipotizzato, si sarebbe realizzato nei punti di contatto tra telo ed il corpo: ipotizzando di individuare un tale punto nella fronte di Gesù, è il caso di osservare la distanza intercorrente tra tale punto e la base di appoggio del suo corpo. E’ di tutta evidenza che tale distanza, per quanto sopra detto, avrebbe dovuto essere necessariamente identica per tutti i punti di contatto del telo con il corpo di Gesù.

        Basta osservare gli altri punti di indiscutibile contatto tra telo e corpo di Gesù (punta del piede destro, ginocchio sinistro, mani, petto e naso) per rendersi immediatamente conto che la loro distanza dalla base di appoggio è, invece, macroscopicamente diversa di quella intercorrente tra la fronte di Gesù e la sua base di appoggio; tutto ciò in aperta ed evidente contraddizione con il supposto principio secondo cui la diversa intensità della colorazione dell’immagine costituisca la fonte per determinare la sua tridimensionalità. Ciò, infatti, non può corrispondere al vero se, come nel caso in esame, venga presa in considerazione la distanza tra il corpo e la sindone che segua l’andamento fortemente ondulatorio del profilo del corpo: è evidente che, in tal caso, detta distanza a nulla serve al fine di individuare la diversa distanza di ogni singolo punto dell’immagine rispetto alla base di appoggio, diversità di distanza che costituisce il necessario presupposto per far emergere il riscontrato effetto tridimensionale. In altri termini, la distanza intercorrente tra il corpo ed il telo che seguisse l’andamento ondulatorio del profilo del corpo di Gesù (come messo in evidenza dalla raffigurazione sottostante) per essere abbastanza aderente allo stesso, a nulla rileva al fine di determinare la diversità della distanza di ogni singolo punto dell’immagine rispetto alla base di appoggio.

     

       

 

 

 

        Il riscontrato effetto tridimensionale potrebbe, infatti, emergere solo se la distanza tra il corpo e la sindone fosse riferibile ad una sindone  sovrastante il corpo di Gesù e dallo stesso totalmente distaccata ed uniformemente stesa orizzontalmente: solo così, dalla distanza intercorrente tra ogni singolo punto dell’immagine rispetto al corpo, presupponendo, inoltre, un’espansione unidirezionale dell’immagine, potrebbe risalirsi alla distanza intercorrente tra tale punto e la base di appoggio del corpo, rilevazione necessaria per far emergere il suddetto effetto tridimensionale. E’ facile pervenire alla inevitabile conclusione che una simile ipotesi non sia meritevole di essere presa in considerazione perché assolutamente fantascientifica.

          Lo stesso ragionamento vale anche, se non soprattutto, per la parte posteriore dell’immagine, dato che, in tal caso, come concordemente rilevato, non sono presenti segni di afflosciamenti dei glutei, cosa che sta a dimostrare l’assenza di ogni contatto tra il corpo e la sindone.

          L’effetto tridimensionale potrebbe, pertanto,  sul piano strettamente scientifico, essersi realizzato sul telo sindonico solo ipotizzando che, al momento dell’impressione dell’immagine di Gesù, il suo corpo si fosse trovato in una surreale e, comunque, fantasiosa posizione di galleggiamento tra le due parti di detto telo sindonico.

         D’altra parte, la fantasiosa ipotesi sopra descritta risulterebbe, di fatto, comunque, irrealizzabile per l’impossibilità, come ampiamente dimostrato in altri precedenti miei articoli, con riferimento alla circostanza che, nella fattispecie, si tratta di un unico telo (testa contro testa) con l’assenza, pertanto, di quel necessario minimo distacco tra le sue due facce che consentisse il suddetto “galleggiamento” del corpo di Gesù.

         Quanto sopra fatto presente mi sembra più che sufficiente per insistere sull’impossibilità di pervenire ad una qualsiasi soluzione, sul piano  strettamente scientifico, dell’enigma della formazione dell’immagine impressa sulla Sacra Sindone:

ed è proprio nella circostanza di aver fatto emergere tale impossibilità che consiste, quindi, la “verità nascosta” nella riscontrata tridimensionalità dell’immagine sindonica.


96)Risorto o Scomparso ?

      

 

           Come è noto, l’ipotesi più accreditata, da parte del mondo scientifico, sull’enigma della formazione dell’immagine sulla Sacra Sindone, è quella secondo la quale detta immagine si sia formata a seguito di un forte lampo di luce prodottosi all’atto della Resurrezione di Gesù: tale ipotesi, sia pure ostacolata da innumerevoli incongruenze e contraddizioni, si fa sempre più strada ed, alla fine, rischia di risultare l’unica ritenuta possibile, tanto che alcuni noti sindonologi si sono spinti ad affermare, irresponsabilmente perché in mancanza di valide prove, che ormai appare certa la  correlazione (di causa ad effetto) tra il suddetto lampo e l’immagine sindonica.

          Va aggiunto, sul punto, che tutti gli scienziati che accettano tale ipotesi hanno, concordemente, affermato che, nelle loro indagini effettuate su basi esclusivamente scientifiche, hanno sempre escluso l’esame di ogni possibile interferenza con eventi sovrannaturali, d’altra parte esclusi anche dalla stessa Chiesa che, inspiegabilmente, non ha mai considerato l’ipotesi che detta immagine possa essere stata formata da un evento miracoloso e sovrannaturale.

            Devo ammettere che la suddetta precisazione, da parte degli scienziati che si sono occupati di tale enigma, mi ha sempre lasciato molto perplesso, rilevando, in essa, un’evidente contraddizione: come, infatti, illustri scienziati possono dichiararsi di non prendere in alcun modo in esame eventi miracolosi, quando le loro ricerche sono state sempre rivolte alla verifica se l’immagine fosse stata prodotta da un lampo, prodotto appunto da un evento miracoloso, come quello della Resurrezione di Gesù?

             L’attenta lettura di un articolo del Prof. Giuseppe Baldacchini, del 29 marzo del 2018, dal titolo “La Sindone ed un lampo di luce” mi ha, però, chiarito che mi sbagliavo nel pormi quella domanda, riflettendo su di un aspetto, chiaramente esposto in tale articolo che era sfuggito a me, come, devo presumere, anche a tanti illustri sindonologi ed alla stessa Chiesa cattolica.

           

           In tale articolo, il Prof. Baldacchini ha, infatti, chiarito che, per evitare l’esame di un “punto”, considerato addirittura “indesiderato”, costituito da un “fenomeno fantascientifico” come il miracolo della Resurrezione di Gesù, aveva proposto un’altra ipotesi (da tutti accettata) che “si basa sulle leggi della fisica che si conoscono oggi”, che (sono sue parole): “prevede l’Annichilazione di Materia e Antimateria (AMA), che è l’unico processo fisico a nostra conoscenza che permette alla materia di scomparire, e quindi al corpo Gesù Cristo di poter attraversare la Sindone senza lasciare tracce. L’ipotesi AMA prevede la sparizione del corpo tramite un processo di annichilazione con antimateria virtuale poiché l’antimateria come tale non esiste nel nostro universo, e questa virtualità evita che si produca un’esplosione nucleare di proporzioni apocalittiche. Ma alla fine l’evento sindonico è simile al Big Bang, solamente molto più piccolo, e come nel Big Bang venne creata la materia dell’Universo, miliardi di volte meno della energia iniziale equivalente, nella Resurrezione avvenne una esplosione di energia che ha generato un Lampo di Luce, che a sua volta ha impresso nella Sindone l’immagine che ancora oggi si può osservare”.

          Tutto (Resurrezione e formazione dell’immagine sindonica) sarebbe, pertanto, avvenuto nel pieno rispetto delle naturali leggi fisiche, al di fuori di ogni intervento “fantascientifico”.

           In altri termini, l’ipotesi come sopra suggerita dal mondo scientifico, che il lampo avrebbe prodotto l’immagine sindonica, si basa sul presupposto che la Resurrezione di Gesù venga intesa come semplice Sua sparizione, con tutte le davvero devastanti logiche conseguenze, come descritte da Mikos Starsis, in un suo articolo, dal titolo “Risorto o Scomparso ?”: la tesi sostenuta dall'ENEA (e condivisa da illustri sindonologi) secondo la quale l'immagine sindonica sarebbe stata prodotta per l'intervenuto  lampo verificatosi al momento della Resurrezione di Gesù, si basa, quindi, sull'inaccettabile presupposto, come testualmente affermato dal Prof. Baldacchini (massimo esponente dell'ENEA) , che  detta immagine si fosse impressa sul telo sindonico a seguito dei meccanismi relativi al processo di annichilazione  (secondo le naturali leggi della fisica) della massa corporea di Gesù. In altri termini, secondo l'ENEA, Gesù non sarebbe risorto ma solo "sparito" nel nulla, come risultato del suddetto processo di annichilazione della materia che avrebbe solo provocato “un'esplosione di luce, calore e suono”.

     

            Inoltre, a sostegno della sua tesi sull’ipotetico annichilazione del corpo di Gesù (che costituisce, per l’ENEA, l’indispensabile presupposto della formazione dell’immagine sindonica), il Prof. Baldacchini, sempre nell’articolo su citato, aggiunge quanto segue: “Questa ipotesi AMA non si limita a spiegare solamente le proprietà della Sindone che sono state descritte sopra, ma risolve anche l’annosa questione della datazione medievale, circa 1300, del Carbonio-14 diversa da quelle ottenute con altri metodi che riconducono a 2000 anni fa. Infatti l’ipotesi AMA si fonda su processi nucleari che possono aumentare la quantità di carbonio-14 sul telo di lino, ringiovanendo così il tessuto”.

              Ciò che davvero lascia perplessi è che, successivamente, il Prof. Baldacchini, evidentemente accorgendosi dell’insostenibilità dell’ affermazione contenuta nel suddetto articolo (sparizione del corpo di Gesù a seguito dell’avvenuta sua annichilazione), in un suo successivo articolo dell’8 maggio del 2022, dal titolo “Il Big Bang della Risurrezione – Mistero della luce”, riproponendo integralmente quanto precedentemente pubblicato, nella frase nella quale parlava della sparizione del corpo annichilito di Gesù avvolto nel lenzuolo, abbia aggiunto questa precisazione: “per poi ricomporsi fuori del lenzuolo”, senza alcuna doverosa spiegazione di tale, sempre ipotetico, stupefacente evento.  Quest’ultima precisazione appare, comunque, davvero fantascientifica e assolutamente incomprensibile: non si capisce, infatti, in virtù di quale ignota legge della fisica, un procedimento avviato e concluso naturalmente, “secondo le leggi della fisica che oggi conosciamo” (come quello dell’ipotetica avvenuta annichilazione del corpo cadaverico di Gesù, “avvolto nel lenzuolo”) si possa essere improvvisamente  annullato per, poi, “ricomporsi fuori del lenzuolo”, nella precedente situazione (cioè,  quella di corpo cadaverico). Ogni commento al riguardo appare, davvero, superfluo.

             A tal riguardo, va osservato che, nel libro su citato “Risorto o Scomparso ?” di Mikos Starsis, l’autore, pur condividendo l’ipotesi dell’ENEA, secondo la quale il corpo di Gesù si sarebbe annichilito (tramutandosi in energia) , afferma, senza ombra di dubbio, che il processo di annichilazione debba intendersi come processo irreversibile, nel senso che, una volta realizzata l’annichilazione della materia, non sia possibile un successivo percorso inverso, che, cioè, l’energia si possa “ricomporsi” nella materia che, precedentemente, avesse generato quell’energia, come, invece, supposto dal Prof. Baldacchini, nell’articolo su riferito del 2022.

             Concludendo, a parte la considerazione che l’ipotesi dell’avvenuta annichilazione del corpo di Gesù (in sostituzione della Sua Resurrezione) - ancorché ammissibile, in presenza, comunque, di particolarissime condizioni, “secondo le leggi della fisica oggi conosciute” -  è assolutamente priva di alcuna valida prova e, pertanto, debba essere considerata davvero “fantascientifica”, detta ipotesi, in quanto, in evidente contrasto con la Verità evangelica, cancella la Resurrezione di Gesù Cristo - che costituisce l’imprescindibile fondamento della fede cattolica - sostituendola con l’annichilazione del Suo corpo,  deve necessariamente essere ritenuta decisamente eretica e, quindi, inaccettabile da parte della Chiesa cattolica: da ciò ne consegue l’improponibilità di ogni studio e ricerca che partano da tale imprescindibile presupposto, come le ipotesi formulate dall’ENEA, oggetto di approfonditi esami e sperimentazioni, anche se, inconsapevolmente, sostenuti da illustri sindonologi di dichiarata fede cattolica.